Risposta breve

Le sette voci di una tavola meccanica che più spesso fanno saltare un preventivo sono: il tipo di grezzo (forgiato, fusione o tubo preventivati come barra), i trattamenti termici e superficiali scritti nel cartiglio, le lavorazioni «a carico del fornitore» o in conto lavoro, le tolleranze strette e le rugosità che impongono rettifica o controlli, le quantità e i lotti (l'attrezzaggio spalmato sul numero sbagliato), la revisione del disegno (preventivare la tavola vecchia) e le note a piè di cartiglio su smussi, sbavature, marcature e certificati. Nessuna richiede un calcolo: richiedono una lettura completa prima del prezzo.

Il grezzo decide materiale, tempi e fornitori: una barra al posto di un forgiato cambia tutto il preventivo.

Trattamenti e conto lavoro sono costi esterni con tempi esterni: se mancano, mancano soldi e giorni.

Tolleranze e rugosità non sono dettagli: una Ra 0,4 è una fase di rettifica in più.

Lotti e revisione sono le due righe del cartiglio che si leggono per ultime e costano per prime.

1

Il grezzo: barra, forgiato, fusione, tubo, saldato

È l'errore più caro. Il disegno dice «grezzo fucinato» o riporta un codice di fusione e il tecnico, di corsa, preventiva da barra piena. Cambiano il materiale, il fornitore, i tempi di approvvigionamento, il sovrametallo da asportare e quindi le ore. In senso opposto, preventivare da barra un pezzo che si potrebbe fare da tubo regala materiale e tempo. Il grezzo va letto per primo e, se la tavola non lo dice, va chiesto.

2

Trattamenti termici e superficiali

Bonifica, tempra, cementazione, nitrurazione, zincatura, anodizzazione, verniciatura: stanno quasi sempre nel cartiglio o in una nota generale, in piccolo. Sono un costo esterno con un listino del fornitore e un tempo esterno di giorni che entra nella consegna. Un trattamento termico fra sgrossatura e finitura cambia anche il ciclo, perché il pezzo torna in macchina dopo. Se nel preventivo non c'è, il margine se ne va e la consegna slitta.

3

Lavorazioni «a carico del fornitore» e conto lavoro

Rettifica, dentatura, elettroerosione, saldature, marcature laser: quando l'officina non le fa in casa sono conto lavoro, con prezzo, trasporto e tempo di un terzo. La nota «a carico del fornitore» indica invece una lavorazione che il cliente si aspetta inclusa nel prezzo. Sono le due righe che più spesso mancano nel preventivo e compaiono nella fattura del terzista.

4

Tolleranze strette e rugosità

Una quota con tolleranza di pochi centesimi o una rugosità Ra 0,4 su una faccia non sono dettagli: sono una fase di rettifica, un controllo dimensionale, a volte una macchina diversa. Le tolleranze generali ISO 2768 in cartiglio dicono il livello di tutto il resto. Se il ciclo non le vede, il tempo è sottostimato e il pezzo rischia lo scarto.

5

Quantità e lotti

L'attrezzaggio si divide per il numero di pezzi. Se la richiesta dice «5 pezzi, poi lotti da 50» e il preventivo spalma l'attrezzaggio su 50, i primi 5 sono in perdita. Se dice «100» e si preventiva come un prototipo, il prezzo è fuori mercato. Il preventivo va dato per le quantità richieste e, se possibile, per più scaglioni: 1, 5, 20, 100.

6

La revisione del disegno

Il cliente manda la revisione C e in archivio c'è il preventivo della B, con due quote diverse e un trattamento in più. Preventivare la tavola vecchia, o copiare il prezzo vecchio senza leggere la nuova, è un errore che si vede solo al collaudo. La revisione sta nel cartiglio e va confrontata con quella in archivio ogni volta.

7

Le note a piè di cartiglio

Smussare gli spigoli, sbavare, marcare il codice, fornire certificato materiale 3.1, imballare singolarmente: righe piccole, costi veri. Il certificato cambia il fornitore del materiale, la marcatura è una fase, l'imballo singolo è tempo e materiale. Chi legge il cartiglio dall'alto verso il basso si ferma spesso prima di queste righe.

La checklist

Due minuti prima del prezzo

Sette domande, in ordine: che grezzo è? che trattamenti ci sono? cosa è a carico mio e cosa va fuori? quali tolleranze e rugosità impongono fasi in più? quanti pezzi, in quanti lotti? che revisione è, e cosa è cambiato? cosa dicono le note? Se una risposta non è nella tavola, non si inventa: si chiede al cliente, con un'email di due righe, prima di scrivere un prezzo.

Quoto Calibro fa questa lettura per ogni tavola e la restituisce con la frase del disegno accanto a ogni dato; ciò che manca è segnato «da rivedere» e la bozza dell'email per chiederlo al cliente è già pronta. Il controllo resta del tecnico, che impiega due minuti a verificare invece di venti a leggere.

Scopri Quoto Calibro Preventivo da disegno meccanico: la guida

FAQ

Domande frequenti

Qual è l'errore più costoso in un preventivo da disegno?

Il grezzo sbagliato: preventivare da barra un pezzo forgiato o di fusione cambia materiale, fornitore, tempi e sovrametallo. È anche il più facile da evitare: è scritto nel cartiglio.

Cosa vuol dire «a carico del fornitore» in un disegno?

Che quella lavorazione o quel trattamento il cliente se lo aspetta compreso nel prezzo. Va preventivato, in casa o in conto lavoro, con il suo tempo di consegna.

Le tolleranze generali ISO 2768 contano per il preventivo?

Sì: dicono il livello di precisione di tutte le quote senza tolleranza esplicita, e quindi quante fasi di finitura e controllo servono. Una classe fine su un pezzo grande può raddoppiare i controlli.

Come evitare di preventivare una revisione vecchia?

Confrontando sempre la revisione del cartiglio con quella in archivio e leggendo cosa è cambiato prima di riusare un prezzo. Un sistema che tiene i disegni per revisione lo fa in automatico.

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