Risposta breve

Il costo orario di una macchina CNC si calcola sommando tutti i costi annui legati alla macchina (ammortamento o canone, interessi, spazio, energia, manutenzione e ricambi, utensili e attrezzature, software, assicurazione) e dividendoli per le ore produttive annue effettive, che sono molte meno delle ore di apertura: ferie, attrezzaggi, fermi e attese riducono le ore vendibili. Si aggiunge poi la manodopera, diretta e, se l'operatore segue più macchine, in quota. Il risultato va aggiornato ogni anno e per ogni macchina: una tariffa unica per tutta l'officina nasconde le macchine in perdita.

Il denominatore decide tutto: ore produttive vere, non ore di apertura. Qui nasce la maggior parte delle tariffe troppo basse.

Una tariffa per macchina, non una per officina: il centro a 5 assi e il tornio da barra non costano uguale.

Manodopera e macchina vanno tenute separate: un operatore su due macchine cambia il costo orario di entrambe.

Il costo orario non è il prezzo orario: il margine si aggiunge dopo, sul lotto, e non si nasconde dentro la tariffa.

La formula

Costo orario = costi annui della macchina ÷ ore produttive annue

La struttura è semplice e la ritrovate in ogni manuale di tecnologia meccanica: il costo di lavorazione di un pezzo è il tempo di lavorazione per il costo orario, dove il costo orario somma macchina e manodopera. La difficoltà non è la formula ma i due numeri che la compongono: cosa mettere nei costi annui e quante ore mettere al denominatore.

  • Ammortamento o canone del leasing: il prezzo della macchina installata diviso per gli anni di vita utile che decidete, non quelli del fisco.
  • Interessi o costo del capitale, se la macchina è finanziata.
  • Spazio: i metri quadri occupati, macchina più zona di lavoro, al costo del capannone.
  • Energia: potenza assorbita media per le ore di funzionamento, non la potenza di targa.
  • Manutenzione, ricambi, lubrorefrigerante, smaltimenti: a consuntivo degli ultimi anni, non a sensazione.
  • Utensili e attrezzature di uso generale, software CAM e licenze legate alla macchina, assicurazione.
Il denominatore

Le ore produttive vere, non le ore di apertura

Un'officina aperta otto ore al giorno per 220 giorni ha 1.760 ore di apertura per turno. La macchina non produce per 1.760 ore: si tolgono ferie e festività, attrezzaggi non addebitati, manutenzione, fermi per guasto, attese di materiale e programmi, prove. Il tasso di utilizzo reale di una macchina in una officina conto terzi è spesso molto più basso di quanto si pensi, e va misurato: le macchine interconnesse secondo Industria 4.0 registrano le ore di ciclo, e quello è il numero da usare.

Dividere i costi annui per le ore di apertura invece che per le ore produttive abbassa la tariffa anche del trenta o quaranta per cento, e ogni preventivo eredita quell'errore. È il modo più silenzioso per lavorare in perdita con l'officina piena.

Esempio

Un esempio con numeri dichiarati

I numeri che seguono sono di un'officina immaginaria e servono a mostrare il metodo, non sono tariffe di mercato. Centro di lavoro pagato 180.000 euro installato, vita utile decisa di 8 anni: 22.500 euro l'anno di ammortamento. Interessi 3.000. Spazio 30 metri quadri a 60 euro al metro: 1.800. Energia 12 kW medi per 1.400 ore a 0,25 euro: 4.200. Manutenzione e consumabili a consuntivo 6.500. Utensili generali, software e assicurazione 7.000. Totale 45.000 euro l'anno.

Ore produttive misurate: 1.400 su un turno. Costo orario macchina: 45.000 ÷ 1.400 = 32,14 euro. Operatore a 32.000 euro l'anno di costo aziendale su 1.600 ore, che segue questa macchina al 70 %: 32.000 × 0,70 ÷ 1.400 = 16,00 euro. Costo orario completo: circa 48 euro. Se lo stesso calcolo si fa sulle 1.760 ore di apertura, il costo macchina scende a 25,57 euro e il totale a circa 38 euro: dieci euro l'ora spariti dal preventivo senza che nessuno se ne accorga.

Gli errori

I tre errori più comuni

Primo: una tariffa unica per tutta l'officina. Il tornio da barra ammortizzato e il centro a 5 assi nuovo hanno costi orari lontanissimi; una media li nasconde entrambi e fa vincere i preventivi sbagliati. Secondo: nascondere il margine nella tariffa. Il margine va aggiunto dopo, sul lotto, dove si vede e si decide; dentro la tariffa diventa invisibile e non si governa. Terzo: non aggiornare. Energia e manutenzione cambiano ogni anno; una tariffa calcolata nel 2022 nel 2026 è una stima a caso.

Nel preventivo

Dal costo orario al prezzo per lotto

Il costo orario entra nel preventivo moltiplicato per le ore di ogni fase, attrezzaggio compreso, e l'attrezzaggio si divide per i pezzi del lotto. A questo si sommano materiale al chilo con lo sfrido, trattamenti e lavorazioni esterne, controlli e imballo. Solo alla fine il margine, per lotto. Per questo un sistema di preventivazione serio chiede le tariffe per macchina e non una sola, e mostra il prezzo per 1, 5, 20 e 100 pezzi.

Quoto Calibro tiene le tariffe per macchina e per manodopera separate, le importa da Excel e le usa in ogni preventivo allo stesso modo; il costo orario resta un dato dell'officina, che la sola tavola non può dire.

Scopri Quoto Calibro Preventivo da disegno meccanico: la guida

FAQ

Domande frequenti

Qual è il costo orario medio di una macchina CNC in Italia?

Non esiste un numero valido per tutte le officine e questo articolo non ne inventa uno: dipende da macchina, ammortamento, energia, manodopera e soprattutto dalle ore produttive reali. Il metodo sopra serve a calcolare il vostro, macchina per macchina.

La manodopera va dentro il costo orario macchina?

Meglio tenerla separata e sommarla in quota: un operatore che segue due macchine costa metà a ciascuna, e se le macchine girano non presidiate il costo cambia ancora. Separare le due voci rende il preventivo leggibile e correggibile.

Ogni quanto va ricalcolato?

Una volta l'anno, a consuntivo, e ogni volta che entra una macchina nuova o cambiano in modo sensibile energia o manutenzione.

Il costo orario include il margine?

No. Il costo orario è un costo. Il margine si aggiunge sul lotto, dopo materiale, trattamenti e lavorazioni esterne, dove si può vedere e decidere.

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